Gli articoli 1, 32, 35 e 41 della Costituzione giustificano il principio che la salute del lavoratore non è un bene disponibile per il singolo ma tutelato nell'interesse della collettività. Derivano da questo principio gli articoli 2087 del codice civile, che pone in capo all'imprenditore la responsabilità della tutela della salute dei lavoratori e la presenza di una tutela privilegiata per i lavoratori rappresentata dalla tutela INAIL.
Ai Gruppi Parlamentari presso l'Assemblea Regionale Siciliana
Alle Segreterie Regionali CGIL-CISL-UIL
All'Assessore Regionale alla Sanità
All'Ispettorato Regionale Sanitario
Premesso che con la Legge 833/78 di istituzione del S.S.N. sono stati delegati ai Servizi di Medicina del Lavoro delle UU.SS.LL. i compiti di controllo e vigilanza in materia di igiene e sicurezza sul lavoro in passato esercitati dall'Ispettorato del Lavoro, che il loro assetto organizzativo in Sicilia è stato definito con la L.R. n. 6/81 e successivamente con la L.R. 30/93.
Preso atto che solo recentemente, con il Decreto Presidente Regione 11 maggio 2000 (PSR 2000-2002) e con la Circolare Assessorato della Sanità 21 marzo 2001 n.1045, vengono recepite le norme nazionali di riordino del SSN (D.Lgs. 502/92 e s. m.) relative alle funzioni e all'assetto organizzativo del Dipartimento di Prevenzione.
Gli operai invecchiano prima di manager e dirigenti. Secondo una ricerca inglese, i disturbi e le malattie croniche legate all'età colpiscono chi fa un lavoro manuale anche 20 anni prima rispetto ai loro boss. Secondo i ricercatori dell'University College di Londra, circa un terzo degli operai tra i 5O e i 59 anni soffre di distrubi cronici, che tra i dirigenti, invece, si manifestano nella stessa proporzione solo dopo i 75 anni. Una ricerca, si legge sulla Bbc on line, che conferma il legame a lungo termine tra reddito e salute.
L'indagine, l'English Longitudinal Study on Ageing, è stata condotta su un gruppo di più di 12 mila persone, monitorandone lo stato di salute per più di 20 anni. Dall'analisi dei dati raccolti è emerso che i "colletti blu" sono più a rischio di essere colpiti da problemi cardiaci e psichiatrici rispetto ai loro dirigenti. Non solo. Chi proviene da famiglie a basso reddito spesso fuma e si alimenta in maniera poco salutare, fattori che accelerano la comparsa dei disturbi. "Premesso che oggi siamo tutti più in salute rispetto a 100 anni fa" - spiegano i ricercatori londinesi - "è possibile colmare questo squilibrio migliorando, per prima cosa, le condizioni e l'ambiente di lavoro".
(Londra, 5 dic. Pin/Adnkronos Salute)
Con la raccomandazione del 19.9.2003 (2003/670/CE su G.U.C.E. del 25.9.2003) la Commissione europea istituisce un primo elenco europeo delle malattie professionali.
Nello stesso testo viene "raccomandato" agli stati membri, entro il 31 Dicembre 2006 di:
La Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (SIMLII) ha affrontato in modo sistematico il tema dell'educazione continua dei Medici del Lavoro negli ultimi 4 anni e ha messo a punto un proprio programma che prevede non solo la formazione continua ma anche l'accreditamento del Medico del Lavoro. Le motivazioni che hanno indotto la SIMLII a questa scelta sono molteplici:
Risultati preliminari di una indagine sanitaria su 1485 lavoratori del comparto edile della Provincia di Bergamo.
G. Mosconi, D. Borleri, L. Belotti, P. Leghissa
UOOML - Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Bergamo
Nella letteratura internazionale sono pochissimi gli articoli sulle malattie da lavoro e sulla loro prevenzione nel comparto delle costruzioni. Eppure, anche i più recenti dati INAIL confermano che questo comparto non solo ha il primato delle morti per infortunio ma anche per il numero delle malattie professionali riconosciute.
Scopo del presente lavoro è quello di riferire i risultati di uno studio promosso dal Comitato Paritetico degli Edili della provincia di Bergamo e realizzato dalla UOOML dell'Azienda Ospedaliera OORR di Bergamo finalizzato alla stima della prevalenza della patologia professionale nel comparto edile.
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