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Articoli del mese

Articolo del Mese (2001)

Riflessioni sulla sorveglianza sanitaria per gli esposti a sostanze cancerogene (Dicembre 2001)

Con il D.Lgs. 626/94 i compiti del medico competente (su cui, ovviamente, ricade l'onere della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischio cancerogeno) sono stati allargati, imponendogli un ruolo anche nelle attività più vicine alla vera e propria prevenzione primaria, così come si evince dall'art. 17-comma 1 h):

"congiuntamente al responsabile del servizio prevenzione protezione dai rischi, visita gli ambienti di lavoro almeno due volte all'anno e partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori....".

Inoltre il medico competente deve valutare e fornire pareri sulla valutazione dei rischi (art. 4 comma 6 D.Lgs. 626/94) offrendo la propria collaborazione al datore di lavoro e al responsabile del servizio di prevenzione e protezione in merito alla stesura del documento sulla valutazione del rischio.

Autori
Prof. Alfonso Cristaudo - Dr. Vittorio Gattini - Dr. Giovanni Guglielmi - Dr. Rodolfo Buselli - Prof. Franco Ottenga - Dr. Rodolfo Foddis - Dr. M. Guidi

Esposizione al mercurio: fattore di rischio per odontoiatri e loro assistenti? (Novembre 2001)

Esposizione al mercurio: fattore di rischio per odontoiatri e loro assistenti?

Già dai primi anni dell'ottocento l'amalgama dentale è stata considerata come il materiale di otturazione odontoiatrica di eccellenza. Si valuta che da 180 anni a questa parte l'80% delle otturazioni in singoli denti sia stato realizzato con questa sostanza.

L'amalgama dentale è un composto costituito da mercurio e da una lega argento-stagno. Gli amalgami convenzionali sono costituiti dal 45-50% di mercurio, 25-30% in argento, 2-3% di rame e dal 15-30% di stagno. Alcuni produttori, inoltre, aggiungono alla composizione di base percentuali variabili di zinco e di palladio. Quasi sempre sono anche presenti minime quantità di piombo e tracce di cadmio.

Autore
Prof. Franco Ottenga

Fattori di rischio occupazionale per la riproduzione (Ottobre 2001)

Fattori di rischio occupazionale per la riproduzione

La gravidanza deve ritenersi situazione biologica del tutto fisiologica, anche se l'estrema complessità dei suoi fenomeni evolutivi può presentare frequentemente aspetti di patologia.

Da molti anni sono stati individuati fattori di rischio per la riproduzione, legati a cause endogene ed esogene.

Queste agiscono:

  1. prima del concepimento, determinando infertilità per alterazioni della gametogenesi e della liberazione e trasporto dei gameti;
  2. durante il periodo gravidico propriamente detto. Le anomalie della fecondazione, dell'impianto uterino, dei complessi fenomeni dell'organogenesi e degli scambi metabolici materno-fetali possono determinare gravidanze extrauterine, aborti spontanei, prematurità, natimortalità, difetti congeniti;
  3. dopo la gravidanza. Sono possibili comparsa o aggravamenti di patologie materne, aumento della mortalità infantile, incremento di neoplasie infantili.
Autore
Prof. Franco Ottenga

Effetti acuti delle radiazioni non ionizzanti e grandezze dosimetriche (Settembre 2001)

Effetti acuti delle radiazioni non ionizzanti e grandezze dosimetriche

Le modalità di interazione della radiazioni non ionizzanti non ottiche con la materia biologica consistono in due effetti tra loro complementari: induzione di correnti elettriche e produzione di calore con rialzo termico.

Alle frequenze più basse a fino a circa 1 megahertz prevale l'induzione di correnti elettriche nei tessuti elettricamente stimolabili, come nervi e muscoli.

Con l'aumentare della frequenza diventa sempre più significativa la cessione di energia nei tessuti attraverso il rapido movimento oscillatorio di ioni e molecole d'acqua, che si traduce in calore: al di sopra dei 10 megahertz quest'ultimo effetto è l'unico a permanere, ed è responsabile degli effetti biologici osservati con certezza nell' animale (alterazioni neurocomportamentali, lesioni delle strutture oculari e delle gonadi).

Autore
Prof. Franco Ottenga

I dispositivi di protezione individuale: il ruolo del Medico Competente (Luglio 2001)

I dispositivi di protezione individuale: il ruolo del Medico Competente

Il D.Lgs. 626/94 ha conferito al medico competente una funzione centrale nella gestione del rischio aziendale, affidandogli però allo stesso tempo numerosi obblighi che richiedono l'impegno di svariate competenze multidisciplinari. Il fine ultimo della prevenzione è ovviamente la tutela della salute del lavoratore e per questo fine il medico rappresenta l'anello cruciale nella catena della prevenzione.

I dispositivi personali di protezione rappresentano un elemento che può essere utilizzato per contenere gli effetti del rischio "residuo", laddove tutti gli altri interventi di bonifica ambientali siano risultati non sufficienti ad eliminarlo o a ridurlo in maniera efficace.

Ma proprio per il fatto che rappresenta l'ultima ratio nella difesa contro i rischi ambientali e poichè ha come funzione solo di impedire il contatto fra la noxa ambientale e il lavoratore, è un tipo di intervento che è più vicino alla sfera della gestione dell'individuo che dell'ambiente e quindi la sua scelta e il suo utilizzo non possono prescindere dalla partecipazione del medico competente.

Autore
Dr. Rodolfo Buselli

Sindrome del burn-out (Giugno 2001)

Definizione: "una risposta allo stress lavorativo, un fenomeno che colpisce gli operatori, i quali, da un iniziale entusiasmo, che li carica di ideali e impegno per il proprio lavoro, tende poi a farli allontanare progressivamente da esso. Coloro che entrano nel burn-out, tendono a manifestare sempre maggiore disinteresse, apatia, senso di frustazione".

Si arriva al burn-out quando la situazione stressante supera le resistenze e porta all'esaurimento.

Il burn-out, sindrome multidimensionale, insorge quindi in risposta a uno stato di stress cronico e si compone di tre fattori fondamentali:

  1. Esaurimento fisico e/o emotivo.
  2. Depersonalizzazione.
  3. Ridotta realizzazione personale/bassa produttività.
Autore
Dr. Giovanni Guglielmi

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